Premio Best Oral Presentation alla 16th International Conference on Hydroinformatics, HIC 2026, Zaragoza, 22-26 giugno 2026. Presentazione: “Levee-breach inundation forecasting with deep-learning and hydrodynamic models: the 2020 Panaro River case study”.
La Dott.ssa Susanna Dazzi, ricercatrice del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Parma, ha ricevuto il premio Best Oral Presentation alla 16th International Conference on Hydroinformatics – HIC 2026, svoltasi a Saragozza, in Spagna, dal 22 al 26 giugno 2026. La conferenza HIC rappresenta uno dei principali appuntamenti internazionali nel campo dell’idroinformatica, riunendo ricercatrici, ricercatori, professionisti e istituzioni impegnati nello sviluppo di modelli, strumenti computazionali e tecnologie digitali per la gestione delle acque, la mitigazione del rischio idraulico e il supporto alle decisioni in ambito ambientale.
Il riconoscimento premia la qualità scientifica della ricerca e l’efficacia della comunicazione in un contesto internazionale di alto profilo dedicato all’innovazione nei metodi di modellazione e previsione dei fenomeni idraulici.
La presentazione premiata, dal titolo “Levee-breach inundation forecasting with deep-learning and hydrodynamic models: the 2020 Panaro River case study”, si inserisce nel tema dell’High Performance Computing in Hydroinformatics e affronta una questione di grande rilievo per la protezione del territorio: prevedere in tempo reale l’evoluzione degli allagamenti causati da rotture arginali, così da supportare sistemi di allerta e decisioni operative durante le emergenze.
La ricerca confronta due approcci avanzati per simulare il caso reale dell’alluvione del fiume Panaro del 6 dicembre 2020: FloodSformer, un modello data-driven basato su deep learning, e PARFLOOD, un codice idrodinamico bidimensionale parallelo su GPU, entrambi sviluppati all’Università di Parma. I risultati mostrano che entrambi gli strumenti forniscono previsioni accurate e compatibili con applicazioni in tempo reale, ma evidenziano anche come i metodi di intelligenza artificiale non siano significativamente più efficienti di modelli idraulici fisicamente basati quando questi ultimi sono ottimizzati per il calcolo ad alte prestazioni. Il lavoro conferma quindi il ruolo strategico del supercalcolo e della modellistica numerica per migliorare la capacità di previsione degli scenari di allagamento.
Lo studio è stato finanziato dal Bando di Ateneo 2024 per la ricerca (Azione B) tramite il progetto “Artificial Intelligence model for levee-breach inunDAtion forecasting (AIDA)”, di cui la Dott.ssa Dazzi è Principal Investigator.